Sfumature Sonore

musiche originali Luigi Polimeni e Chiara Rinciari
testi e performance poetica Massimo Barilla
danzatrice Aurora Galteri
coreografia Sarah Lanza
piano, theremin, marranzano e synth Luigi Polimeni
chitarre, synth e manipolazione sonora Chiara Rinciari
scenografia Aldo Zucco

Spettacolo multidisciplinare di musica, poesia performativa e danza.  

“Sfumature sonore non è solo una performance artistica, ma un’esperienza sensoriale totale, un incontro tra mondi che si sfiorano, si scontrano e infine si fondono in una nuova lingua che supera il concetto stesso di interdisciplinare, oltre la musica, oltre la parola, oltre il corpo.”

L’intreccio dei linguaggi

Sfumature sonore è un continuo dialogo, una tensione dialettica tra universi e linguaggi diversi.
Il ribollire di un magma, sulfureo e profumato, impetuoso e tenue, perpetuamente ancorato all’istante antecedente all’esplosione, un soffio prima del punto di rottura.
Sospesi tra armonia e graffio sonoro, corpo e parola, energia e vita sulle note e i respiri di Luigi Polimeni e Chiara Rinciari.

All’interno di questa continua ricomposizione di forze, tra l’ancestrale e le sonorità sintetiche, quasi a immaginare una nuova musica elettroacustica rituale, il testo poetico e le canzoni in dialetto reggino di Massimo Barilla, si radicano e fioriscono di laica trascendenza nell’impossibile tentativo di trovare il senso più profondo di un legame fuori dal tempo e dallo spazio. 

Quasi ispirandosi alle teorie della fisica contemporanea, evoca un entanglement dell’anima, dove materia, suono e spirito si scoprono irrimediabilmente intrecciati.

L’idea che le anime, come particelle lontane, restino intrecciate da un legame invisibile, al di là dello spazio e del tempo, si appiglia a una poesia che la traduce in carne sonora.
Nel corpo vivo che vibra e risuona per le coreografie di Sarah Lanza abitate dalle pulsazioni danzate da Aurora Galteri.

Le trame sonore

Atmosfera surreale, dove la tradizione classica si fonde con   l’innovazione elettronica, creando un’esperienza sensoriale unica e coinvolgente. Accanto e attorno al pianoforte, una varietà di strumenti che vanno dal theremin, strumento iconico per i suoi suoni misteriosi e fluidi, al marranzano, che con i suoi timbri vibranti e metallici conferisce un’impronta quasi folkloristica e primitiva tutto circondato da frequenze avvolgenti.

Le sonorità classiche di un preludio sembrano fluttuare nell’aria, ma ben presto l’atmosfera cambia, I synth si accendono, e una sottile onda di bassi elettronici inizia a permeare l’ambiente, quasi impercettibile all’inizio, poi sempre più presente. Il theremin con il suo suono etereo, il suo legato aereo sembra parlare un linguaggio sconosciuto, mescolandosi perfettamente con le delicate melodie classiche.

Accanto a questo, il marranzano, con il suo caratteristico tintinnio, introduce elementi di tradizione popolare, ma rivisitati attraverso l’integrazione dei synth e delle trasformazioni elettro-acustiche e delle chitarre che non si limitano a fornire accompagnamenti ma diventano strumenti di tensione, con distorsioni che si intrecciano e si dissolvono come onde sonore nell’aria, creando un contrasto tra la rotondità della musica classica e la spigolosità dell’elettronica.

L’intreccio tra le melodie acustiche e quelle elettroniche è impeccabile: ogni strumento dialoga con gli altri, creando un paesaggio sonoro in continuo movimento. Le voci acustiche del pianoforte e del marranzano sembrano essere inghiottite da un oceano di suoni sintetici, che fluiscono come onde impetuose, ma mai troppo invadenti.

Progressivamente la trama sonora si avvicina a quella tensione esplosiva, in cui i sintetizzatori e le chitarre elettriche prendono il sopravvento, ma il pianoforte e il theremin continuano a tracciare una linea melodica che fa da contrappunto, come una stella che si riflette nel caos di un universo in espansione. Il pubblico è avvolto in un vortice di suoni, in un viaggio che spazia tra il passato e il futuro, tra la calma e l’intensità, fino a raggiungere un climax sonoro in cui tutto si fonde in un’unica onda, un’onda che lentamente svanisce, lasciando tutto sospeso in un silenzio quasi magico.