Nata nel 1995 nell’ambito della nuova drammaturgia e del teatro civile, Mana Chuma, dal grecanico “Madre Terra”, è diretta da Massimo Barilla e Salvatore Arena con la collaborazione essenziale del compositore e sound designer Luigi Polimeni e dello scenografo Aldo Zucco.
Sin dall’inizio, ha indirizzato la sua attività al recupero dell’identità storica e culturale del Sud italia, provando a mettere insieme storie, figure e stili attinti dalla tradizione locale con l’utilizzo di forme artistiche innovative in una contaminazione di linguaggi differenti.
Oggi Mana Chuma è molto di più di una compagnia teatrale. Se da un lato, infatti, prosegue il suo impegno nell’esplorare storie dimenticate e linguaggi innovativi con una ricerca particolare sullo spazio e la sperimentazione di luoghi inediti per il teatro, dall’altro si definisce sempre di più come protagonista di processi socio-culturali nei territori in cui opera con continuità.
L’attività complessa di Mana Chuma in quanto impresa culturale si articola attorno ai seguenti elementi:
– è riconosciuta dal Ministero della Cultura sul Fondo Nazionale Spettacolo dal vivo, come Impresa di produzione Teatrale di ricerca e innovazione e dalla Regione Calabria;
– negli ultimi cinque anni oltre a vincere numerosi e prestigiosi premi (tra cui il Premio Nazionale della Critica – ANCT) ha portato in giro per il mondo i propri spettacoli. Tra le altre ricordiamo le opere messe in scena presso gli Istituti di Cultura di Parigi e La Valletta, i festival di New York (USA) e Bitola (Macedonia del Nord) Tunisi, Colonia, ecc.;
– annualmente realizza sul territorio nazionale circa 100 recite di propri spettacoli distribuite su 12/13 regioni e oltre 60 comuni;
– produce EPIC (Esperienze Performative di Impegno Civile), un programma integrato di festival e rassegne per la valorizzazione delle aree interne dell’Aspromonte, delle fasce costiere dello Stretto e delle periferie urbane di Reggio Calabria e Messina;
– le cui drammaturgie e lavori poetici sono stati tradotti e pubblicati in varie forme in Francia, Spagna, America Latina, India, Malta, Cairo, Islanda, Macedonia del Nord (con il sostegno dell’Ambasciata Italiana);
– fa parte di network culturali nazionali e internazionali di primissimo livello, essendo tra l’altro uno degli 8 soci italiani dell’International Theatre Institute – Unesco;
– collabora stabilmente attraverso protocolli di intesa con molti dei più importanti attori istituzionali e culturali del territorio (Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC), Parco Archeologico di Locri, Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Ministero della Giustizia, Biennale dello Stretto, gli ordini professionali reggini degli Avvocati e degli Architetti paesaggisti)
– attrae giovani talenti creativi da tutto il Mediterraneo, si penso al Med Youth Meeting organizzato da Jeunesses Med e dal Réseau Euromed France in collaborazione con Mana Chuma Teatro. Incontro che nel giugno 2024 ha riunito a Reggio Calabria circa 70 giovani provenienti da 17 paesi del Mediterraneo.
– vanta un nucleo artistico multidisciplinare riconosciuto a livello internazionale, dispone di canali di comunicazione (sito web, newsletter, social media) in tre lingue (italiano, inglese, francese) con attivano circa 100.000 contatti/annui di cui circa un 30% dall’estero;
– sviluppa prototipi tecnologici innovativi per le arti performative e la valorizzazione dei Beni Culturali;
– impegnata in nuovi modelli culturali che pongano al centro la transizione ecologica, non a caso è l’unica impresa culturale calabrese selezionata dalla Fondazione con il Sud nel bando internazionale SOFIGREEN (Social Finance for Social Greening) attualmente in svolgimento in Italia, Francia e Spagna;
– stratifica la memoria condivisa attraverso archivi storici e documentali sul patrimonio storico e antropologico della città (si pensi al lavoro teatrale sulla Rivolta “‘70voltesud” utilizzato da RaiStoria per una puntata monografica sull’argomento;
– la prossima apertura di uno spazio a Reggio Calabria dedicato alle arti performative, alla ricerca e all’innovazione nel 2025-2026;
Reti
• Teatro di figura le Rane
• Astragali Teatro
• Associazione Soledad
• Circolo del Cinema Charlie Chaplin
• Fondazione Giuseppe Gulotta
• Parco diffuso della conoscenza e del benessere
• Ace Medicina Solidale
• Mag6
• Mag delle Calabrie
• Associazione Agartha
• L’Italia che cambia
• Biennale dello Stretto
• Piccola Biblioteca sul mare
• Etimologia Magazine
• Teatro dei 3 Mestieri
Reti
•Fondazione Horcynus Orca (socio)
• Latitudini Rete di nuova drammaturgia siciliana (socio)
• International Theatre Institute Italia (ITI)
• Med Youth Network
Enti
• Regione Calabria
• Regione Sicilia
• Ente Parco Nazionale d’Aspromonte
• Comune di Reggio Calabria
• Comune di Bova
• Comune di Villa San Giovanni
• .Città Metropolitana di Reggio Calabria
• Università degli Studi di Messina
• Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria
• GAL Area Grecanica
• Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria
• Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Reggio Calabria
• UEPE – Ufficio di Esecuzione Penale Esterna del Ministero della Giustizia
• Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria
• Museo e Parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri
Internazionale
• Maison Antoine Vitez, Parigi
• Arts Council Malta
• Teatru Malta
• University of Malta
• Istituto italiano di cultura La Valletta
• Istituto italiano di cultura Parigi
• Inizjamed, Malta
• HELA, Malta
• El Teatro, Tunisia
• International Monodrama Festival di Bitola, Macedonia
• Réseau Euromed France
• IEMED, Barcelona
• Premio del pubblico e Premio miglior attore – International Monodrama Festival Bitola, Macedonia 2023 con Come un granello di sabbia
• Premio della Critica 2019 ANCT Associazione Nazionale dei Critici Teatrali
• Premio Dante Cappelletti 2019 – finalista con F-Aìda (studio)
• Premio Selezione In-box Blu 2016 con Come un granello di sabbia
• Premio Ustica per il Teatro 2009 – finalista con La Cisterna
• Patrocinio dell’Ente Teatrale Italiana sull’intera attività (2005)
• Premio Riccione per il Teatro 2005 – finalista Salvatore Arena con Longa è a jurnata
• Premio Ustica per il Teatro 2003 – finalista con Spine
Massimo Barilla
Massimo Barilla (Reggio Calabria, 1972), drammaturgo, poeta, sceneggiatore e regista, già direttore del Teatro Siracusa di Reggio Calabria, è responsabile dell’area culturale della Fondazione Horcynus Orca di Messina.
Dirige Mana Chuma Teatro (Premio della critica 2019), per la quale ha scritto e diretto, tra l’altro, Spine (finalista Premio Ustica per il teatro 2003); Di terra e di sangue (2005);’70voltesud (2007); Come un granello di sabbia /Giuseppe Gulotta, storia di un innocente (Premio Selezione In-box blu 2016); F-Aìda (2019) e Calmarìa (2022).
Per il cinema ha scritto e diretto il film 26 settembre 1970 / il cielo limpido, ed è autore di soggetto e sceneggiatura del lungometraggio Primula Rossa (2019).
Ha pubblicato: Ossa di crita (Mesogea, 2020), raccolta di poesie in dialetto reggino, riprese anche nella guida letteraria Stretto di carta di Dario Tomasello (Il Palindromo, 2021); il racconto “Tre ombre piccole davanti al mare” in Dentro più dentro dove il mare è mare (Historica, 2021); ampi estratti di due sue drammaturgie in 1990-2020. Le théâtre italien en résistance (Les Éditions théâtrales, Parigi, 2020).
Ha tradotto dal maltese con l’autrice e con Virginia Monteforte il volume di poesie di Elizabeth Grech, Terre sospese (Capire edizioni, 2019).
Come poeta e scrittore, ha rappresentato l’Italia al Malta Mediterranean Literature Festival 2018.
Foto: Virginia Monteforte
Salvatore Arena
Nasce in Calabria nel 1965. Studia tra Barcellona e Messina, vive a Reggio Emilia. Siciliano di origine, emiliano d’adozione.
Attore regista e drammaturgo ha collaborato con artisti importanti quali Marco Baliani (Giufà, San Francesco di Saramago, Bertoldo, Terra Promessa, Decamerone), Letizia Quintavalla (Fango, Il Pinguino senza frac), Scimone e Sframeli (La busta, Pali, Giù).
Dal 2002 co-dirige Mana Chuma Teatro, sviluppando con Massimo Barilla, un percorso di ricerca tra forme altre di narrazione e nuova drammaturgia (Trilogia “A sud della memoria”: Il mondo offeso, Di terra e di sangue, ‘70voltesud, L’ultimo Inganno; Terribìlio di mare; Historia du surdatu; Spine; Lunga notte di Medea; Come un granello di sabbia, Quanto resta della notte, F-Aìda, Calmarìa).
Scrive con Massimo Barilla e dirige Spine spettacolo finalista Premio Ustica 2003.
Scrive il testo Longa è a jurnata con il quale è finalista al Premio Riccione nel 2005.
Come attore vince con lo spettacolo Per la strada il Premio Eolo nel 2006 migliore spettacolo italiano per l’infanzia.
Come attore vince nel 2009 il Premio Ubu con lo spettacolo Pali come migliore novità teatrale italiana.
Scrive e dirige lo spettacolo La cisterna con Massimo Zaccaria, spettacolo finalista al Premio Ustica 2009.
Scrive e dirige con Massimo Barilla lo spettacolo , F-Aìda, finalista del Premio Dante Cappelletti 2019.
Foto: Marco Costantino
Luigi Polimeni
Pianista, arrangiatore e compositore.
Ha effettuato gli studi classici di pianoforte presso il Conservatorio di Vibo Valentia specializzandosi in composizione e arrangiamento presso il CPM (Centro Professione Musica) di Milano e perfezionando la formazione attraverso percorsi formativi con Dino D’ Autorio, Marty Robertson e il M° Gianpiero Reverberi.
Nei primi anni 90’ tra i fondatori (Tastierista e Autore) del gruppo Rock Progressive «LuToDo» e Vincitore per la direzione d’orchestra del Concorso Internazionale di Composizione «Orchestra Giovanile di Spoleto».
Svolge la sua attività di compositore principalmente quale autore di musiche originali per il teatro collaborando con registi e attori tra i quali: Marco Baliani, Salvatore Arena, Maria Maglietta, Nicolaj Karpov e Massimo Barilla.
Per il cinema oltre ad una collaborazione strutturata con diverse case di produzione internazionali per la realizzazione di colonne sonore per documentari, scrive tra l’altro le musiche originali dei lungometraggi Primula Rossa di Franco Jannuzzi e Ferdinando il duro di Bloom Kolektiv e Alberto Valtellina.
Finalista nel 2015 del Concorso Internazionale di Composizione per Orchestra del Metropolitan di New York.
Cura il disegno audio con applicazione della tecnica “Binaurale” e le musiche originali delle produzioni artistico-tecnologiche realizzate presso la sala immersiva interattiva della Fondazione Horcynus Orca.
Aldo Zucco
Scenografo. Docente di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Catania dal 1993 (dopo aver insegnato nelle Accademie di Reggio Calabria e di Roma. Tra i fondatori del Teatro di figura Le Rane di Reggio Calabria. Collabora stabilmente con Mana Chuma Teatro (Premio della Critica ANCT 2019).
Basa la sua ricerca artistica sullo spazio scenico, inventando e rivisitando drammaturgicamente paesaggi senza tempo e “oggetti ritrovati”.
Tra i lavori più significativi: “Come un granello di sabbia”, Mana Chuma Teatro, Premio selezione IN-BOX BLU; “Pagliacci” di Leoncavallo, regia di Roberta Cortese, Teatro Rendano di Cosenza; “La bella dormente nel bosco” di Ottorino Respighi, regia di Lisa Ferlazzo Natoli, Teatro Rendano di Cosenza; “Elyssa/Didone. La regina errante”, regia di Renato Nicolini e Marilù Prati, Biennale di Venezia; “L’ultimo inganno” testo e regia di Massimo Barilla e Salvatore Arena, Mana Chuma Teatro; “Patria e Mito”, scritto da Renato Nicolini, regia di Ugo Gregoretti, Compagnia Mediterranea Teatro/Le Nozze, Festival dei 2 Mondi di Spoleto; Compagnia Berardi Casolari “Land Rover viaggio per Amore”, Napoli Teatro Festival.
Con Il Teatro delle Rane ha firmato le scenografie di: “Perseo”, “L’Acchiappa Pensieri” e “Piccolo Blu e Piccolo Giallo” di Leo Lionni (primo premio Festival Nuovemani di Amalfi 2000) “Feeria”, “Pierino e il lupo”, “Federico”, “Guizzino”, “Caleidoscopio”, “Verso Betlemme”, “Il figlio della pioggia d’oro”, ”L’isola di Calibano”.
Per la televisione ha lavorato in “Bravo Grazie” edizione Rai 2 e edizione SKY VIVO. Per il cinema in “Figlio di una rivoluzione minore”, di Salvatore Romano e “Primula Rossa” di Franco Jannuzzi.
Elizabeth Grech
Elizabeth Grech (nata a Malta nel 1978, vive in Francia – Parigi – dal 1999).
Traduttrice autodidatta, lavora con vari sociologi, ONG e organizzazioni culturali e artistiche, oltre che come consulente presso il CIHEAM in qualità di responsabile della versione inglese di pubblicazioni e documentazione ufficiale.
Da ottobre 2018 si occupa di traduzione, comunicazione, networking e relazioni internazionali con Mana Chuma Teatro.
È anche una traduttrice letteraria e traduce in francese diversi poeti / scrittori maltesi contemporanei. Alcune delle sue traduzioni sono state oggetto di pubblicazione mentre alcune poesie sono state pubblicate su riviste letterarie in inglese, francese, spagnolo, albanese, esperanto, greco.
Da alcuni anni scrive poesie in maltese, alcune delle quali sono state pubblicate in antologie e riviste di poesia in varie lingue (inglese, italiano, francese, albanese, greco).
La sua prima raccolta di poesie “bejn baħar u baħar” è stata pubblicata da Merlin Publishers (Malta, febbraio 2019). La traduzione italiana di Massimo Barilla e Virginia Monteforte, “Terre sospese” è stata pubblicata in italiano da Capire edizioni (Forlì, agosto 2019). La versione greca “Μετέωρες χώρες” tradotta da Ioanna Karameli è stata pubblicata da Vakxikon Publications (Atene, Marzo 2021). La versione spagnola con le traduzioni di Marisol Bohorquez-Godoy sarà pubblicata prossimamente da RIL Editores (Barcelona).
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