Mana Chuma: intrecciare memoria, arti performative e innovazione sociale

Nata nel 1995 nell’ambito della nuova drammaturgia e del teatro civile, Mana Chuma, dal grecanico “Madre Terra”, è diretta da Massimo Barilla e Salvatore Arena con la collaborazione essenziale del compositore e sound designer Luigi Polimeni e dello scenografo Aldo Zucco. Sin dall’inizio, ha indirizzato la sua attività al recupero dell’identità storica e culturale del Sud italia, provando a mettere insieme storie, figure e stili attinti dalla tradizione locale con l’utilizzo di forme artistiche innovative in una contaminazione di linguaggi differenti.

Oggi Mana Chuma è molto di più di una compagnia teatrale. Se da un lato, infatti, prosegue il suo impegno nell’esplorare storie dimenticate e linguaggi innovativi con una ricerca particolare sullo spazio e la sperimentazione di luoghi inediti per il teatro, dall’altro si definisce sempre di più come protagonista di processi socio-culturali nei territori in cui opera con continuità.

Epic 2024
L’attività complessa di Mana Chuma in quanto impresa culturale si articola attorno ai seguenti elementi:

– è riconosciuta dal Ministero della Cultura sul Fondo Nazionale Spettacolo dal vivo, come Impresa di produzione Teatrale di ricerca e innovazione e dalla Regione Calabria (risultando prima nell’ultimo triennio a livello regionale sia come valutazione che come risorse assegnate);

– negli ultimi cinque anni oltre a vincere numerosi e prestigiosi premi (tra cui il Premio Nazionale della Critica) ha portato in giro per il mondo i propri spettacoli. Tra le altre ricordiamo le opere messe in scena presso gli Istituti di Cultura di Parigi e La Valletta, i festival di New York (USA) e Bitola (Macedonia del Nord)  Tunisi, Colonia, ecc.;

Mana Chuma Teatro

– annualmente realizza sul territorio nazionale circa 100 recite di propri spettacoli distribuite su 12/13 regioni e oltre 50 comuni;

– le cui drammaturgie e lavori poetici sono stati tradotti e pubblicati in varie forme in Francia, Spagna, America Latina, India, Malta, Cairo, Islanda, Macedonia del Nord (con il sostegno dell’Ambasciata Italiana);

– fa parte di network culturali nazionali e internazionali di primissimo livello (IETM, rete Latitudini), essendo tra l’altro uno degli 8 soci italiani dell’International Theatre Institute – Unesco;

Mana Chuma Teatro

– attrae giovani talenti creativi da tutto il Mediterraneo, si penso al Med Youth Meeting organizzato da Jeunesses Med e dal Réseau Euromed France in collaborazione con Mana Chuma Teatro. Incontro che nel giugno 2024 ha riunito a Reggio Calabria circa 70 giovani provenienti da 17 paesi del Mediterraneo.

– collabora stabilmente attraverso protocolli di intesa con molti dei più importanti attori istituzionali e culturali del territorio (Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC), Parco Archeologico di Locri, Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Ministero della Giustizia, Biennale dello Stretto, gli ordini professionali reggini degli Avvocati e degli Architetti paesaggisti)

Mana Chuma Teatro
– vanta un nucleo artistico multidisciplinare riconosciuto a livello internazionale, dispone di canali di comunicazione (sito web, newsletter, social media) in tre lingue (italiano, inglese, francese) con attivano circa 100.000 contatti/annui di cui circa un 30% dall’estero;

– sviluppa prototipi tecnologici innovativi per le arti performative e la valorizzazione dei Beni Culturali;

Foto Valentina Masciari
– impegnata in nuovi modelli culturali che pongano al centro la transizione ecologica, non a caso è l’unica impresa culturale calabrese selezionata dalla Fondazione con il Sud nel bando internazionale SOFIGREEN (Social Finance for Social Greening) attualmente in svolgimento in Italia, Francia e Spagna;

Mana Chuma Teatro
– stratifica la memoria attraverso archivi storici e documentali sul patrimonio storico e antropologico della città (si pensi al lavoro teatrale sulla Rivolta “‘70voltesud” utilizzato da RaiStoria per una puntata monografica sull’argomento;

-la realizzazione di uno spazio a Reggio Calabria dedicato alle arti performative, alla ricerca e all’innovazione nel 2025-2026.