Una mostra di Joyce Camilleri con contributi curatoriali di Roberta Bertozzi ed Elizabeth Grech, sotto la direzione della Jo Borg Gallery.
MATERIAPRIMA fa parte del programma degli eventi della 2ª Edizione della Malta Biennale 2026, curata da Rosa Martinez.
Jo Borg Gallery
281a Manuel Dimech Street
Sliema, Malta
In un tempo segnato da cambiamenti rapidi, complessità visiva e significati mutevoli, MATERIAPRIMA offre una pausa di riflessione; un tempo per osservare più da vicino, percepire con maggiore attenzione e riconsiderare il potere comunicativo dei materiali e dei metodi tradizionali. Questa mostra si rivolge ai linguaggi materiali e simbolici delle belle arti per cercare una nuova chiarezza percettiva in mezzo all’abbondanza di informazioni visive e all’ambiguità concettuale del momento contemporaneo.
MATERIAPRIMA propone un’esperienza lenta e intenzionale attraverso i processi sapienti e tattili del fare. Attraverso l’uso di materiali radicati nella tradizione, Joyce Camilleri invita il pubblico a riscoprire il valore del fatto a mano e di ciò che è storicamente fondato. Le opere spingono l’osservatore a riflettere su come si formi la percezione e su come la materialità venga delicatamente riacquisita attraverso metodi e media tradizionali fondati su lentezza, cura e presenza, favorendo una modalità di fruizione che invita a uno sguardo più profondo e a una riflessione prolungata. Le texture stratificate di una pittura a tempera, i lavaggi traslucidi di inchiostro su carta e la presenza tattile di una scultura modellata a mano: questi non sono semplicemente processi artistici, ma modi di pensare e di relazionarsi al mondo.
Il corpus di opere su tavola e su carta è accompagnato da un testo curatoriale in italiano di Roberta Bertozzi, tradotto in inglese da Elizabeth Grech.
La mostra presenta inoltre una poesia scritta in maltese da Elizabeth Grech in conversazione con le opere.
“Is-silenzju safrani jagħti fl-aħdar
u ġieli kemm kemm fl-aħmar
jitla’ minn din l-art taflija (…)”
“Tinto di verde
e talvolta quasi ruggine,
il silenzio giallo
si leva da questa terra d’argilla (…)”



