Nel breve incanto in cui il sole cala sul mare e il cielo si accende di sfumature cangianti, il rosa del tramonto diventa la tonalità guida di questa edizione. È una tinta di passaggio, il colore della soglia, dell’incontro tra luce e ombra, tra il giorno che si congeda e la sera che arriva. Simbolo di contemplazione, armonia e meraviglia, accompagna A calata du suli FEST, programma di riti e incontri pensato per abitare consapevolmente il crepuscolo — con la sola luce naturale, una nostra scelta ecologica. Un invito a sostare, tra le colline dello Stretto, in uno spazio condiviso di conoscenza, benessere e relazione.
A calata du suli FEST ’26- Riti di passaggio tra luce e ombra
sotto il segno di EPIC
28-29 luglio ore 19:15
Parco Diffuso della Conoscenza e del Benessere
Via San Filippo Pantano, 89134 Pellaro (RC)
Eventi gratuiti con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti
Contatto: +39 346 123 1116
Media partners: Italia che cambia, Cult e Social, Mezzodì
Martedì 28 luglio ore 19:15
“Longa è a jurnata”
Di Salvatore Arena
Regia Salvatore Arena e Massimo Barilla
Con Salvatore Arena e Massimo Barilla
Musiche originali e disegno sonoro Luigi Polimeni
Scenografia Aldo Zucco
Contributi in audio Pietro Milardi, Mariano Nieddu, Elena Pedone, Lorenzo Praticò
Produzione Mana Chuma Teatro
Una storia intensa e profondamente umana che attraversa fragilità, marginalità e desiderio di riscatto, restituendo voce a ciò che troppo spesso rimane ai margini.
Un luogo angusto. Un basso, una cantina, un seminterrato alla fine degli anni ‘70. Unico rifugio e spazio condiviso per due uomini legati da un’antica amicizia, impegnati a sopravvivere, a rimandare di giorno in giorno l’inevitabile.
Vanni vive quasi da recluso, da quando un incidente sul lavoro lo ha reso infermo a un braccio. Eppure sogna, con pura ingenuità. Di tornare al lavoro, a una vita migliore. Di andare al mare e di catturare u surici, il topolino invisibile, ma continuamente evocato da qualsiasi rumore. Peppi, precario, passa da un piccolo lavoro a un altro ma senza riuscire a sbarcare il lunario.
Un giorno il cerchio intorno a loro sembra stringersi più in fretta del solito e anche le ultime risorse paiono consumarsi come le candele accese a compensare la mancanza improvvisa della luce elettrica.
Non c’è più tempo per rimandare l’ultimo decisivo, tentativo di riscatto.
Tutto in un giorno, l’ultimo lungo interminabile giorno.

Mercoledì 29 luglio ore 19:15
“Mi importa
La rivoluzione parte da Barbiana?”
Di e con Lorenzo Praticò
Consulenza storica-scientifica Valentino Scordino
Luci Jacopo Andrea Caruso
Maschere e costumi Rita Zangari
Elementi di scena Giuseppe Praticò
Produzione Teatro Rossosimona
Un uomo, in uno spazio reale o immaginario, fa ordine. E mentre sistema parla di qualcuno, o meglio, a qualcuno. Un altro uomo. Un prete scomodo, un rivoluzionario appassionato, ma più di tutto, un maestro. Che ha mostrato e insegnato il potere della parola, la virtù della disobbedienza e l’ingiustizia della parità. Che ha sacrificato tutto per mantenere fede al suo motto. I CARE. E tra presente e memoria, come interferenze cariche di minaccia, si manifestano entità ostili, che si nascondono dietro maschere di perbenismo, legge e potere. Mi importa. Un giuramento fatto agli ultimi, agli invisibili. Un giuramento partito da un paesino sperduto della Toscana e che ancora oggi viaggia per il mondo.

Foto: Marco Costantino



