#Segni

SEGNI, è uno spazio aperto durante il periodo di confinamento in cui presentiamo piccole produzioni realizzate a partire delle nostre iniziative artistiche o grazie all’incontro dei linguaggi espressivi che ci caratterizzano. E’ anche un spazio aperto al confronto con altri artisti che vorranno collaborare.
 
SEGNI come bagliori nella notte lanciati da una scialuppa in altomare, non per essere salvati, ma come affermazione di vita che va oltre. Restando come vela dispiegata in balia di un vento, che ci svia e ci conduce.
Occasione per fermarsi e restituire nuovi sensi al nostro dire, con piccole pietre, fuse e adagiate in terra per ritrovare la via di casa.
In marcia, senza bussola, accettando il rischio di perdersi, ma con un nord marchiato dentro gli occhi. Un viaggio aperto che parte con un passo, a cui ne segue un altro, forse, e poi un altro, forse. Motore di un’urgenza che è necessità, dentro questo tempo altro, immobile, costretto, gravido di qualcosa che ancora non vediamo.
#SEGNI / Ossa di crita
 
Lettura della poesia “Dumani” tratta dal libro di Massimo Barilla, Ossa di crita, Mesogea edizioni.
Con l’autore, Massimo Barilla, Salvatore Arena e Elizabeth Grech
Video: Rosario di Benedetto
Disegni : Aldo Zucco
Sculture : Francesca Borgia (video Giorgio Rudilosso, CSAV)
Musica : Luigi Polimeni.
Traduzione in inglese : Roger West.
 
 
#SEGNI / Ritrovarsi
 
Un viaggio musicale.
“La musica riscalda, riempie, commuove, rinvigorisce, rattrista, ma soprattutto la musica consola, consola le mille solitudini da sempre esistenti, le solitudini del ‘mondo offeso’.
Direzione artistica: Luigi Polimeni
Pianoforte: Luigi Polimeni
Percussioni: Giacomo Farina
Voce: Salvatore Arena Traduzioni: Elizabeth Grech
Video: Thoma Blanchard/ LI SEOK.
 
#SEGNI / Johnny’s Family / Tradizioni
 
Johnny’s family è un mondo a sé, surreale e fantastico. Una serie infinita di personaggi, legati da una relazione parentale, che portano tutti lo stesso nome: Johhny appunto.
Una famiglia mafiosa, becera e corrotta, infima e violenta, attraversata dalle mutazioni più violente, e pur piena di riflessioni filosofiche inconsapevoli.
Tutto è poggiato su un sistema di disvalori, la controetica mafioso-criminale, portata però all’eccesso tanto da rivelare involontariamente e fino in fondo la sua natura paradossale, intrinsicamente e amaramente comica.
 
 
#SEGNI / Johnny’s Family /
La pallottola
 
Johnny’s family è un mondo a sé, surreale e fantastico. Una serie infinita di personaggi, legati da una relazione parentale, che portano tutti lo stesso nome: Johhny appunto.
Una famiglia mafiosa, becera e corrotta, infima e violenta, attraversata dalle mutazioni più violente, e pur piena di riflessioni filosofiche inconsapevoli.
Tutto è poggiato su un sistema di disvalori, la controetica mafioso-criminale, portata però all’eccesso tanto da rivelare involontariamente e fino in fondo la sua natura paradossale, intrinsicamente e amaramente comica.
 
 
#SEGNI / Terre sospese
 
Conversazione poetica tra immagini e parole, una costellazione di momenti, emozioni, nature morte, colori, odori, raccolti durante viaggi tra terre sospese. Una perpetua ricerca redentrice di bellezza.
“Il sole nel mare”, “Melagrana” “Ogni volta”, poesie di Elizabeth Grech
In Maltese tratte da “bejn baħar u baħar”, Merlin Publishers (Malta)
In Italiano da “Terre sospese”, Capire Edizioni, (Forlì).
Fotografia di Elizabeth Grech http://unemeretlautre.com
Video: Rosario di Benedetto
Musica: Luigi Polimeni
Voci: Elizabeth Grech, Massimo Barilla e Salvatore Arena.
Traduzioni: Massimo Barilla, Virginia Monteforte, Elizabeth Grech e Roger West.
 
 
 
#SEGNI / Questo nostro andare fermo
 
Questo nostro andare fermo è una cartolina dell’anima. Un’istantanea in movimento del momento presente. Tra costrizione e necessità di andare. Tra ricerca di senso e incongruenza del tempo.
Un atto poetico per voce, corpo e immagini, un piccola produzione originale in forma di #videopoetry per SEGNI n.3.
Testo: Massimo Barilla
Voce: Salvatore Arena
Drammaturgia del movimento: Mariano Nieddu
Montaggio video: Rosario di Benedetto
Traduzioni: Elizabeth Grech